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Possibile Nuova Mossa della Cina Contro il Trading di Criptovalute

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Cina contro il trading di criptovalute
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Nuova mossa della Cina contro il trading di criptovalute? Le autoritá cinesi starebbero silenziosamente intensificando la repressione contro gli exchange di criptovalute per includere piattaforme “market-making” e servizi simili. È ció che affermano delle fonti anonime citate da Bloomberg, in un articolo di lunedí 15 gennaio.

Se prima l’attenzione era rivolta alla battaglia normativa della Corea del Sud con il trading di criptovalute, Bloomberg riferisce che la situazione è in subbuglio anche oltre il confine. A partire dal mese di settembre, il Bitcoin ban in Cina ha bandito gli exchange ufficiali di criptovalute-monete fiat. Adesso, sarebbero “i servizi simil-exchange” ad essere sul radar dei funzionari.

La Cina contro il trading di criptovalute

Secondo fonti anonime, il governo ora “progetta di bloccare l’accesso domestico alle piattaforme nazionali e offshore che consentono il trading centralizzato”. Tuttavia, nulla viene detto su “come i responsabili politici definiscono queste piattaforme”.

Presumibilmente, la mossa è una risposta all’aumento dell’attivitá di trading.

Gli investitori cinesi hanno cercato di eludere la chiusura degli exchange di settembre, ricorrendo a contesti di trading alternativi. Le piattaforme peer-to-peer e gli accordi over-the-counter sono un chiarissimo esempio.

Il popolare sito di trading peer-to-peer Localbitcoins ha fatto esperienza dell’impatto del divieto. I trader si sono accumulati, generando volumi da record, che a settembre hanno toccato quota 115 milioni di yuan ($17.8 milioni) a settimana.

Nonostante ció, le fonti avrebbero riferito a Bloomberg che “le piccoli transazioni peer-to-peer non vengono prese di mira”.

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